Inviato da julysan il 17/8/2005 20:34:22 (779 letture)
Inopportuno ostentare.
Vivide le parole troneggiano su banchi di nebbia che intorbidiscono lo sguardo. Mi vedi anche se sono qui che mi nascondo? Mi celo dietro inferriate per non farmi toccare dalla tua ambiguità. Vorrei poterti guardare senza contorni labili, sciogliendo sostanze di rivestimento compatto. Turgide le parole colano e sbavano macchiando tessuti sintetici che contornano labbra scivolose. Mi ricopro di neve, come avviluppata nell'ovatta, per non farmi colpire, non farmi ferire. E così facendo divengo insensibile a te. Non ti sento. Scelgo di non farlo. Ho rispetto per la tua serenità anestetizzata. Compiango la tua stabile opacità. L'odore della sua pelle. Di nuovo. Ora. Provo fastidio. Avversione. Affetto. Attratta da situazioni non risolte, senza riparare agli errori commessi, provo sentimenti contrastanti. Ma sono solo dettagli. Volgari e insensibili. Volatili. Non ho sbagliato, ho solo vinto un meraviglioso premio inutile. Mi hanno fatto un regalo non richiesto. Non gradito. I miei tessuti lo rigettano violentemente. False le parole. Sono delle puttane, che, senza pietà, mi tradiscono. Sempre.